La mente che danza

La danza, sin dai tempi più antichi, ha accompagnato l’essere umano nei momenti più importanti della vita personale e sociale, e ha rappresentato il modo attraverso il quale poter esprimere le proprie emozioni, i vissuti e i sentimenti.

Anche oggi la danza riveste un ruolo importante, poiché permette all’individuo di muoversi, di divertirsi, di ascoltare la musica, di stare in relazione, e di evadere dal quotidiano, svuotando la mente dai pensieri che a volte diventano troppo ingombranti.

La danza negli ultimi tempi ha acquisito un ulteriore aspetto, che la avvicina alle discipline sportive: l’agonismo, contesto nel quale la parte legata all’aspetto emotivo spesso risulta essere un blocco, un freno inibitore che influisce sulla performance limitando il risultato.

Molti sono infatti i ballerini che partecipano alle competizioni, che rivelano di notare una discrepanza tra la bellezza e la correttezza del movimento effettuato durante gli allenamenti e quello in gara. Perché? Cosa succede?

Quando la danza assume un aspetto agonistico molte attività che riguardano la sfera cognitiva, cioè i pensieri, e la sfera emotiva, cioè la paura, la rabbia, l’ansia da prestazione, entrano in gioco influenzando il movimento.

Nei balli di coppia la situazione risulta essere ancora più complessa, poiché è costituito da un processo cognitivo ed emotivo articolato e complesso che comprende l’integrazione di una molteplicità di elementi: gli individui che compongono la coppia, lo spazio in cui muoversi, i due corpi che devono essere in armonia nei movimenti, le componenti psicologiche dei due ballerini, cioè il loro stato d’animo e i loro pensieri e la comunicazione fra loro.

Uomo e donna hanno caratteristiche e ruoli distinti fra loro.

Il cavaliere ha il compito di esaltare l’appeal e le potenzialità della dama ed agevolarne le posizioni, inoltre con i suoi spostamenti trasmette precisi segnali alla ballerina.

La dama a sua volta ha il compito di decodificare i comandi-segnali dell’uomo adornando in modo assolutamente personale i movimenti richiesti: crea la velocità di esecuzione dei movimenti, l’ampiezza degli slanci, e le posizioni assunte.

L’apporto di ciascuno dei due partner è essenziale e indispensabile per una buona prestazione: prima di tutto i movimenti devono essere reciproci e coordinati, e i tempi organizzati in maniera precisa, inoltre i ballerini devono avere una buona capacità di socializzare e di rapportarsi con gli individui dell’altro sesso, e mostrare un efficace stile di comunicazione.

Quali sono le abilità psicologiche che migliorano la performance?

Prima di tutto è importante capire la natura del dialogo interno (self talk). Esso si compone di tutti quei pensieri che l’atleta produce in modo automatico riferendosi alle proprie capacità. I pensieri prodotti, sono in grado di influenzare sia positivamente che negativamente la gara a seconda del tipo di pensiero prodotto. Avere un dialogo interno fiducioso ed incoraggiante costituisce una delle principali strategie per controllare l’attenzione, migliorare la concentrazione e sviluppare la resistenza nell’atleta.

Un altro aspetto molto importante da considerare sono le emozioni. Una buona gestione della sfera emotiva permette di avere un buon livello dell’attenzione e un buon controllo nell’esecuzione dei movimenti.

Inoltre i ballerini devono essere in grado di gestire al meglio i conflitti che potrebbero insorgere all’interno della coppie, di rispettare le regole, e di utilizzare le critiche e gli errori come occasioni per crescere e migliorare il livello di esecuzione.

Talvolta qualcuna di queste abilità potrebbe non funzionare nel migliore dei modi, portando il ballerino a percepire un abbassamento nel livello della sua prestazione.

In questi casi può essere indicato un intervento di psicologia dello sport, utile all’acquisizione di alcune tecniche di mental training finalizzate ad implementare la performance.