Le emozioni che accompagnano la crisi mondiale

La crisi mondiale ha imposto una mentalità selettiva che stabilisce due spazi: quello di chi sta dentro il mercato economico e quello di chi sta fuori. Chi sta fuori vive una condizione penosa di esclusione e impotenza, così alta da portare alcuni a togliersi la vita. Ma chi sta dentro teme continuamente di avvicinarsi al bordo del baratro, che è l’unico spazio alternativo nel sistema. E’ proprio tale area di confine, a cui ciascuno potrebbe essere destinato, a creare pesanti sentimenti emergenti di paura, ansia, depressione: la gente soffre in famiglia, sul luogo di lavoro, operai o dirigenti, agiati e meno agiati, per il terrore di avvicinarsi alla fine dello spazio consentito, altre il quale c’è la possibilità di caduta sociale. E non esistono mezzi per controllare tale rischio: non conta essere esperti, essere bravi nella propria mansione lavorativa, essere onesti, essere grandi lavoratori.

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