Un filo di luce nella crisi

L’attuale crisi è così pervasiva che può rompere rigidità e sollevare energie. Confonde, lacera, ma apre possibilità nascenti. Il confine dei nostri piccoli mondi sta per essere sostituito da un confine globale del pianeta. Una rivoluzione non da poco. Sacche di silenzio, da parte di emarginati esclusi, si fanno voce. Ingiustizie inveterate in alcune regioni della terra inquinano conquiste raggiunte in altre regioni (penso ad esempio alle discrepanze di trattamento economico tra i continenti o alle diverse culture legislative). La povertà muove popoli migranti e mescola le razze. La negazione di guerre lontane o di sofferenze nascoste non è più possibile, nel momento in cui tali eventi sono alla portata di tutti.

E allora gli individui si misurano con nuovi meccanismi sociali e psicologici di difesa. Come in un singolo soggetto il dolore può essere lenito con un processo detto rimozione, e se questo non basta viene stemperato dalla proiezione o dalla sublimazione, così la collettività oggi, che non può rimuovere ciò che è palese, può ricorrere a tali due meccanismi difensivi. Il primo, la proiezione, è più arcaico e consiste nell’attribuire all’esterno i sentimenti personali. Continua a leggere…